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Chi sono gli alpini

In memoria dei nostri amici 'andati avanti'

  Le  persone  che  amiamo  non  muoiono  mai  del  tutto.

  Questa non è retorica. È la realtà: perché quelle persone sono

  realmente  custodite  dentro  di  noi  e   dentro  tutti  coloro

  che, come  noi  gli  sono  state  accanto e  le hanno amate.

  Noi, in qualche misura – piccola o grande che sia – siamo comunque   “un po’ di loro”.

Le tue sofferenze sono finite,

ora non devi temere più nulla.

Nessuno muore sulla terra

finché vive nel cuore

di chi resta.

Non lasciamo

che la morte

rubi i ricordi gioiosi.

Teniamo stretta la

felicità passata insieme

e che abbiamo condiviso,

Solo così non andrà mai persa

...E noi vorremmo ricordarvi tutti: 

"ciao ... Fratelli Alpini"

 

E lo facciamo con questa poesia:

 

​...Zaino a Terra...ora Siete tornati a baita

​“addio montagna,patria

Reggimento, addio mamma

e primo amore, cantavano gli Alpini.

Cantavano e piangevano

Gli Alpini valorosi,

e c’era nel loro canto paziente

lo struggente ricordo per gli amici,

Andati Avanti.

L’amaro rimpianto della nostra

umana impotenza.

La speranza in un mondo migliore;

diverso dal triste presente.

Camminare  compatti, ancora insieme.

Sui quei sentieri impervi e sassosi,

per l’eternità.

 CAPPELLO ALPINO

E' il mio sudore che l'ha bagnato e le lacrime che gli occhi piangevano e tu dicevi: "nebbia schifa".

Polvere di strade, sole di estati, pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il colore.

Neve e vento e freddo di notti infinite, pesi di zaini e sacchi, colpi d'armi e impronte di sassi, gli hanno dato la forma.

Un cappello così hanno messo sulle croci

dei morti, sepolti nella terra scura,

lo hanno baciato i moribondi come baciano la mamma.

L'han tenuto come una bandiera.

Lo hanno portato sempre.

Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.

Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.

Amore per il cuore e canzone di dolore.

Per un Alpino il suo cappello è TUTTO.

UMBERTO TADIELLO

'Andato avanti' il 18 marzo 2017

Il nostro "vecio",

reduce di Russia,

2° Art.Mont. Gruppo Vicenza

 

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ZAVERIO BROGGINI

'Andato avanti' il 18 dicembre 2019

Un alpini tutto-fare,

massimo impegno associativo

nel mondo alpino,

della BRT Orobica - Morbegno

48° Cp

BIZZOTTO GUERRINO

'Andato avanti' l'1 marzo 2006

Alpini del 7°Btg Belluno, soccorritore nel disastro del Vajont, Cavaliere della Repubblica Italiana 2003

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ROBERTO VIGANO'

'Andato avanti' il 06 giugno 2016

Il Segretario storico del Gruppo per oltre 35 anni, già capogruppo ANA Castronno, un burbero bergamasco della BRG Orobica  5° Alpini - Tirano

ENRICO BASSANI

Scomparso il 20 settembre 2017

Il primo capogruppo ANA Castronno che ha guidato

i primi passi associativi

 

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SERGIO PURICELLI

Scomparso il 7 novembre 2020

C.le maggiore del 5°Art.da Montagna - Gruppo Bergamo . 43° Batteria. Socio fondatore del Gruppo Alpini Castronno, Capogruppo e Consigliere Sez.le, promotore di numerose iniziative degli Alpini Varese. Nel'91 insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.

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LUIGI ROSTAGNO

'Andato avanti' il 2 agosto 2021

 

Alpino dell'8°Reggimento, Brigata Alpina Tridentina.  Persona schiva e sobria di poche parole  sempre disponibile con tutti  e con una viscerale passione per la pittura,  dove  si dilettava nel suo tempo libero dopo il pensionamento.

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GIORGIO DALLA BONA

'Andato avanti' il 9 gennaio 2022

 

Originario di Gallio (Altopiano dei Sette Comuni).

Btg. Edolo - Brt. Orobica - 50° Cp

Il nostro lattoniere Alpino, acrobata sui tetti, sempre all’altezza. Ora da lassù ci attende tra le vette vertiginose del Paradiso di Cantore come quando arrampicava tra le cime dell’Alta Pusteria. Presente oggi come ieri.

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GIUSEPPE VENCATO 'PIPPO'

'Andato avanti' il 27 novembre 2022

 

Classe 1942, originario di Valdagno (VI). Servizio di Leva al  7° Alpini -Btg  Belluno/ CSS  - Compagnia  Comando/Servizi - Staffetta Motociclistica.

Capogruppo Alpini Castronno dal 2000 al 2003.

Addetto storico alla friggitrice patatine alle Feste del Bosco  del Gruppo Alpini.

 

I torti degli alpini

gli alpini hanno infiniti torti:

parlano poco in un paese di parolai;

ostentano ideali laddove ci si esalta

a non averne;

adorano il proprio Paese,

pur vivendo fra gente

che lo venderebbe per un pezzetto

di paradiso altrui;

non rinunciano alle tradizioni,

pur sapendo che da noi

il conservare è blasfemo;

sono organizzati e compatti,

ma provocatoriamente

non si servono di questa forza;

diffidano dei politici e si rifiutano

di asservire ad essi la loro potente

organizzazione

 

                                Indro Montanelli

I  NOSTRI  VALORI  ALPINI

 

Per l’ANA il  2019 è stato l’anno del CENTENARIO dalla sua fondazione.

Sono convinto che anche i nostri soci fondatori dal paradiso di Cantore, siano orgogliosi nel vedere, dopo cento anni, la nostra associazione ancora forte e vitale, cresciuta nel numero di aderenti ma ancor di più di considerazione, stima ed affetto da parte della gente, fedeli come siamo rimasti ai nostri valori:

memoria, Patria, famiglia, dovere, sacrificio, onestà, condivisione, solidarietà.

Tocca ora a noi insieme continuare a camminare sul solco della tradizione alpina tracciato dai nostri predecessori per raggiungere il prossimo Centenario, ma per farlo, occorre avere tutti ben presente, oltre ai nostri valori, la peculiarità che ci appartiene e che è ben evidenziata nel nostro Statuto: quella di essere un’associazione unitaria capace di muoversi all’uninsono,  pur se strutturata da soci, Gruppi, Sezioni e Sede Nazionale. Con l’auspicio di non cadere nel pericolo più grande della nostra società contemporanea, quello dell’individualismo capace solo di chiedere e di accampare diritti. Ed è per questo che noi continueremo con tenacia e determinazione la nostra battaglia rivolta in particolare a chi ci governa per chiedere l’applicazione piena dell’articolo 52 della Costituzione per un servizio obbligatorio dei nostri giovani a favore della Patria; quanto ciò sia necessario ne sono testimonianze le tensioni sociali presenti a vari livelli nelle diverse realtà mondiali ma anche nel nostro Paese, sovente innescate dagli eventi calamitosi che sempre più spesso colpiscono la nostra Italia. Anche nel corso dell’anno appena terminato i volontari ANA hanno operato con impegno ed abnegazione nei numerosi interventi emergenziali in cui sono stati chiamati ad operare. E’ stato un anno pieno di impegni, di incontri e di manifestazioni, su tutte il ricordo dell’Adunata del Centenario a Milano e sempre a Milano l’8 Luglio, data della nostra fondazione nel 1919, il convegno e l’apposizione della targa ricordo in galleria Vittorio Emanuele, nel luogo dove siamo nati e che ha visto le prime aggregazioni e proposte associative con il motto iniziale “PER NON DIMENTICARE”.

Come non citare poi le nuove opportunità comunicative che comunque  sono potenti mezzi di interscambio di informazioni e notizie sia nel bene che nel male dove per consuetudine noi sempre ci portiamo dentro i nostri valori e le nostre peculiarità.  Perché se la nostra umanità non entra nella tecnica, sarà la tecnica a divorare la nostra umanità e i nostri valori. La nostalgia del bene risveglia in noi memorie, amicizie, sentimenti di stima, desiderio di vicinanza e aggregazione verso quanti ci stanno accanto.  In un mondo che va di fretta e dove la fretta spesso ci impedisce di vedere chi ci passa accanto, così gli Alpini sanno che gli occhi del cuore sono l’unica strada per ricordarci che siamo un Corpo. Non solo di tradizioni, di passato e di opere, un Corpo che sa dare in modo incondizionato e disinteressato  a quanti lo richiedono, senza contropartite o interessi velleitari di sorta.

Siamo un Corpo che ha fatto del volersi bene e del gusto di stare insieme l’espressione più potente della propria identità. Ecco perché per gli Alpini amano ritrovarsi anche in modo conviviale, per stare insieme, per condividere e ricordare, una cosa ben diversa da una prassi di circostanza o anche solo per convenienza. E’ una sorta di primavera dell’animo, che toglie dal letargo dei piccoli o grandi inverni che a volte rendono difficile “viaggiare” insieme, togliendo il ghiaccio alle nostre spigolosità relazionali di una società consumistica.   

Per questo il ricordo va ai Caduti, e a quanti nel corso dell’anno sono “andati avanti” certo che continueranno a sorriderci e ad aiutarci da lassù accanto ai nostri quattro Beati.

Con gratitudine e commozione, in quest’anno per noi speciale che voglio augurare ogni bene ai nostri collaboratori, ai nostri reduci e in particolare ai nostri iscritti e loro famigliari.

Un grande abbraccio alpino ricordandovi con simpatia tutti.  Sempre

         

Il Presidente ANA Sebastiano Favero   -

Il Direttore dell’Alpino Bruno Fasani

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